Che cosa significano davvero le specifiche dell'olio motore

La maggior parte degli automobilisti sceglie l'olio motore in base alla viscosità, 5W-30, 0W-20 o 5W-40. Tuttavia, la viscosità descrive solo il comportamento dell'olio alle diverse temperature e non dice nulla sulle sue proprietà prestazionali: se l'olio reggerà il carico di un motore specifico, se è compatibile con un catalizzatore o un filtro antiparticolato e se è adatto all'intervallo di cambio richiesto.

Da sapere
Due oli con la stessa viscosità possono avere proprietà completamente diverse. Ciò che rende un olio adatto non è solo la viscosità, ma anche l'omologazione corrispondente.

Perché sono nate le omologazioni

Con l'evoluzione dei motori sono comparsi turbocompressori, iniezione diretta del carburante, catalizzatori, filtri antiparticolato e intervalli di cambio olio più lunghi. Una sola classificazione SAE, che descrive solo la viscosità, non era più sufficiente.

Ognuna di queste tecnologie pone requisiti propri all'olio. La sovralimentazione e l'iniezione diretta aumentano la temperatura di esercizio e il carico sulla pellicola d'olio. I filtri antiparticolato e i catalizzatori sono sensibili al contenuto di ceneri solfatate, fosforo e zolfo nell'olio, questi elementi possono ostruire i pori del filtro e ridurre l'efficacia del catalizzatore. Gli intervalli di cambio più lunghi richiedono un pacchetto di additivi più resistente all'ossidazione e più duraturo. Proprio per questo la viscosità SAE da sola non era più sufficiente, e sono nati sistemi di classificazione aggiuntivi.

Storia delle omologazioni dell'olio

Periodo Cambiamenti
Prima degli anni '50La viscosità era il criterio principale.
1950-1970Compaiono le prime classificazioni di qualità.
1970-1990Si sviluppano l'API e i requisiti europei.
Dagli anni '90I costruttori introducono omologazioni proprie.
OggiL'olio viene valutato secondo SAE, API, ACEA e le omologazioni del costruttore.

API, ACEA e le omologazioni del costruttore

L'API definisce il livello minimo delle proprietà prestazionali. L'ACEA stabilisce i requisiti europei, generalmente più severi di quelli americani, che tengono conto delle particolarità dei motori europei e delle normative sulle emissioni. Le omologazioni del costruttore confermano la conformità ai requisiti specifici del produttore del veicolo e sono il criterio di scelta più preciso.

Standard Cosa definisce
SAEViscosità
APIProprietà prestazionali minime
ACEARequisiti europei
Omologazione del costruttoreCompatibilità con un motore specifico

Come è strutturato il codice API e come si è evoluto

La classificazione API è composta da due lettere. La prima lettera indica il tipo di motore: S (Spark, "scintilla") indica i motori a benzina, C (Compression, "compressione") quelli diesel. La seconda lettera indica il livello della categoria: più è lontana dall'inizio dell'alfabeto, più recente ed esigente è lo standard. Le lettere I, K e O non vengono utilizzate in questa sequenza per evitare confusione con altri sistemi di sigle. La prima classificazione API è stata pubblicata nel 1947 e da allora viene aggiornata regolarmente di pari passo con l'evoluzione dei motori.

Categoria API (benzina) Anno / stato Caratteristiche
SAObsoleta (prima degli anni '30)Senza additivi, solo olio base. Non adatta ai motori moderni.
SBObsoleta (dagli anni '30)Protezione minima contro usura e ossidazione.
SCObsoleta (1964)Per motori prodotti tra il 1964 e il 1967.
SDObsoleta (1968)Per motori prodotti tra il 1968 e il 1970.
SEObsoleta (1972)Migliore protezione da ossidazione e depositi rispetto a SD.
SFObsoleta (1980)Migliore stabilità all'ossidazione e resistenza all'usura.
SGObsoleta (1989)Migliore controllo dei depositi e protezione dalla corrosione.
SHObsoleta (1994)Integra test di laboratorio standardizzati.
SJAttuale (1996)Introdotta insieme allo standard ILSAC GF-2.
SLAttuale (2001)Introdotta insieme allo standard ILSAC GF-3.
SMAttuale (2004)Introdotta insieme allo standard ILSAC GF-4.
SNAttuale (2010)Introdotta insieme allo standard ILSAC GF-5.
SN PlusAttualeUn'integrazione a SN con protezione dalla pre-accensione a bassa velocità (LSPI) nei motori turbo a iniezione diretta.
SPAttuale (2020)Introdotta insieme agli standard ILSAC GF-6A e GF-6B. Migliore protezione da LSPI, usura della catena di distribuzione e compatibilità con i carburanti contenenti etanolo.
SQAttuale (2025)Introdotta insieme allo standard ILSAC GF-7. Include viscosità ultra-basse SAE 0W-8 e 0W-12, migliore efficienza dei consumi e pulizia dei pistoni.

Per i motori diesel esiste una sequenza di categorie a parte con la lettera C.

Categoria API (diesel) Anno / stato Caratteristiche
CA / CB / CCObsolete (anni '40-'60)Categorie iniziali per motori diesel a servizio leggero e moderato.
CD / CD-IIObsoletePer diesel ad alto regime con requisiti di additivazione più elevati.
CEObsoleta (1985)Per motori diesel a quattro tempi ad alto regime.
CF / CF-2 / CF-4Obsolete (CF-4 dal 1990)Protezione estesa da usura e depositi per diesel a quattro tempi.
CG-4Obsoleta (1995)Per motori con requisiti di emissioni più severi.
CH-4Attuale (1998)Per diesel a quattro tempi, carburante con zolfo fino allo 0,5%.
CI-4Attuale (2002)Progettata per motori con ricircolo dei gas di scarico (EGR).
CI-4 PLUSAttuale (2004)Requisiti aggiuntivi sulla stabilità al taglio.
CJ-4Attuale (2006)Carburante con zolfo fino a 15 ppm, compatibile con i filtri antiparticolato.
CK-4Attuale (dicembre 2016)Pienamente retrocompatibile con CJ-4 e le categorie precedenti.
FA-4Attuale (dicembre 2016)Categoria a parte a bassa viscosità, non compatibile con CK-4 né con le categorie precedenti, solo per motori progettati appositamente per essa.

L'API sviluppa le proprie categorie in modo che una categoria più recente sia generalmente retrocompatibile con i requisiti precedenti per lo stesso tipo di motore. Ciò non elimina però la necessità di verificare esattamente la categoria indicata dal costruttore del veicolo, poiché in alcuni casi (ad esempio per motori datati o per categorie molto specifiche come FA-4) una formulazione troppo recente o incompatibile può essere sconsigliata.

Oltre alla categoria alfabetica, sul simbolo API (il "donut") può comparire un'indicazione separata Resource Conserving (RC). Significa che l'olio ha superato un test aggiuntivo sul risparmio di carburante rispetto a un olio di riferimento, e compare sempre insieme alla categoria principale, non al suo posto. L'assenza dell'indicazione RC non significa che l'olio sia peggiore: indica solo che il produttore non ha dichiarato o confermato proprio quel test specifico.

Indicazione sul "donut" API Cosa significa
API SN RC (Resource Conserving)Un olio di categoria SN che ha inoltre confermato il risparmio di carburante.
API SP RC (Resource Conserving)Un olio di categoria SP che ha inoltre confermato il risparmio di carburante.
API SP (senza indicazione RC)Un olio di categoria SP a tutti gli effetti valido, semplicemente senza un test di risparmio di carburante confermato separatamente.

Lo standard ILSAC e il suo legame con l'API

ILSAC (International Lubricant Standardization and Approval Committee) è un comitato creato nel 1992 dai costruttori automobilistici americani e giapponesi. Gli standard ILSAC si basano sulle categorie API, ma aggiungono requisiti più severi sull'efficienza dei consumi e sono contrassegnati come GF (Gasoline Fueled). Gli standard ILSAC si applicano solo ai motori a benzina e solo a determinate viscosità.

Categoria ILSAC Equivalenza API
GF-1Creata nel 1990, aggiornata nel 1992, equivale a API SH. Oggi è obsoleta.
GF-21996, equivale a API SJ.
GF-32001, equivale a API SL.
GF-4Novembre 2004, equivale a API SM.
GF-5Ottobre 2010, equivale a API SN.
GF-6A / GF-6B1° maggio 2020, equivale a API SP. GF-6A per le viscosità XW-20 e XW-30, GF-6B per il XW-16 a bassa viscosità e inferiori, e non è retrocompatibile.
GF-7A / GF-7BMarzo 2025, equivale a API SQ. Lo standard attualmente in vigore.

Cosa significano le categorie ACEA

La classificazione ACEA (Association des Constructeurs Européens d'Automobiles) suddivide gli oli in diverse categorie alfabetiche in base al tipo di motore e alla compatibilità con i sistemi di post-trattamento dei gas di scarico. A differenza dell'API, le categorie ACEA non vengono semplicemente ampliate, ma periodicamente riviste per intero: le categorie obsolete vengono ritirate e al loro posto ne vengono introdotte di nuove.

Categoria ACEA Stato Destinazione
A1/B1Ritirata nel 2016Oli a bassa viscosità e basso attrito per il risparmio di carburante, minore stabilità al taglio.
A3/B3Ritirata nel 2021Olio stabile per motori a benzina e diesel, maggiore stabilità al taglio.
A3/B4AttualeMotori a benzina e diesel per autovetture, olio stabile per intervalli di cambio prolungati, copre integralmente i requisiti di A3/B3.
A5/B5Attuale (in via di superamento)Oli a bassa viscosità per intervalli di cambio prolungati, non adatti a tutti i motori.
A7/B7Attuale (dal 2021)Aggiornamento di A5/B5, aggiunge protezione da LSPI e dal maggiore usura della catena di distribuzione nei motori a benzina turbo.
C1Ritirata nel 2022Il contenuto di ceneri più basso tra le categorie C, per sistemi compatibili con il catalizzatore.
C2AttualeContenuto di ceneri ridotto, orientato all'efficienza dei consumi.
C3AttualeContenuto di ceneri medio, viscosità più elevata ad alta temperatura e sotto sforzo di taglio.
C4AttualeContenuto di ceneri ridotto, compatibile con tutti i tipi di sistemi di post-trattamento dei gas di scarico.
C5AttualeOlio a bassa viscosità con efficienza dei consumi migliorata, richiede un'omologazione ufficiale del costruttore.
C6Attuale (dal 2021)Aggiunge a C5 protezione da LSPI e dai depositi sul turbocompressore.
C7Attuale (dal 2023)Basata su C6, pensata per olio a bassa viscosità SAE 0W-16.
E4AttualeContenuto di ceneri più elevato, per motori diesel pesanti senza filtro antiparticolato, intervalli di cambio prolungati.
E6Attuale (legacy)Contenuto di ceneri ridotto, per motori diesel pesanti con filtro antiparticolato, intervalli di cambio prolungati.
E7AttualeContenuto di ceneri più elevato, opzione versatile per motori diesel pesanti con intervalli di cambio standard, con o senza filtro antiparticolato.
E8Attuale (dal 2022)Aggiornamento di E6 con requisiti di ossidazione più severi, compatibile con API CK-4.
E9Attuale (legacy)Contenuto di ceneri ridotto, per motori diesel pesanti con intervalli di cambio standard e filtro antiparticolato.
E11Attuale (dal 2022)Aggiornamento di E9, raccomandata per motori con filtro antiparticolato, compatibile con API CK-4.

Le categorie C sono nate più tardi delle altre proprio a causa della diffusione dei filtri antiparticolato e dei catalizzatori: gli oli con maggiore contenuto di ceneri, zolfo e fosforo non devono raggiungere il sistema di scarico in questi motori, poiché ciò può danneggiare prematuramente componenti costosi.

Come scoprire l'omologazione giusta per la propria auto

L'omologazione esatta per la tua auto è indicata nel libretto di uso e manutenzione. Proprio questo documento, e non le indicazioni generiche trovate online, è la fonte principale per la scelta dell'olio.

Perché non basta guardare il prezzo o il marchio

Un olio più costoso non ha necessariamente l'omologazione richiesta dal proprio motore, mentre un olio più economico con l'omologazione corretta può essere più adatto. Verificate non il prezzo o la notorietà del marchio, ma la corrispondenza esatta con l'omologazione richiesta dal costruttore.

Falsi miti comuni

Tutti gli oli 5W-30 sono uguali.

No. Oli della stessa viscosità possono avere pacchetti di additivi e omologazioni diverse, quindi proprietà prestazionali e compatibilità diverse con motori specifici.

Se la viscosità è quella giusta, l'olio è adatto.

No. La viscosità determina solo il modo in cui l'olio scorre alle diverse temperature. È necessario rispettare anche l'omologazione del costruttore, che riguarda la composizione chimica e la compatibilità con un motore specifico.

Un olio con un'omologazione più alta è sempre migliore.

No. Una categoria API o ACEA più recente o più alta non è sempre adatta a un motore specifico. Ciò che conta è la corrispondenza esatta con l'omologazione indicata dal costruttore del veicolo, non una categoria più alta di per sé.

Solo l'olio originale del concessionario ha l'omologazione giusta.

Non proprio. Le omologazioni ufficiali del costruttore vengono rilasciate dai produttori di automobili a produttori di olio terzi che hanno superato i test necessari e pagato la procedura di certificazione, che può essere piuttosto costosa. Proprio per questo non tutti i prodotti di buona qualità ottengono un'omologazione ufficiale: per il produttore rappresenta un costo reale, non sempre giustificato per un determinato mercato o volume di vendite.

Accanto agli oli con omologazione ufficiale, sul mercato esistono anche oli che il produttore dichiara conformi ai requisiti di una determinata omologazione, o consigliati per essa, senza una certificazione formale da parte del costruttore. Si tratta di una prassi diffusa e del tutto valida: anche questo tipo di olio può essere utilizzato, e la sua qualità dipende dalle sue specifiche e dalla reputazione del produttore, non solo dalla presenza di una certificazione.

Domande frequenti

Posso usare un olio con un'omologazione più alta di quella richiesta dal costruttore?
In genere una categoria API o ACEA più recente per lo stesso tipo di motore è retrocompatibile, ma la corrispondenza esatta con l'omologazione del costruttore resta il criterio di scelta prioritario.
Cosa fare se non è disponibile un olio con l'omologazione esatta richiesta?
Si può scegliere un olio che il produttore dichiara conforme ai requisiti dell'omologazione necessaria, o consigliato per essa, anche senza una certificazione formale da parte del costruttore del veicolo. Basta verificare la scheda tecnica dell'olio e assicurarsi che viscosità e categoria richiesta siano indicate correttamente.
L'omologazione è diversa per i motori a benzina e diesel?
In genere sì: nell'API questo si riflette nella prima lettera (S per benzina, C per diesel), nell'ACEA in categorie alfabetiche diverse (A, B, C, E). Allo stesso tempo, molti oli ottengono due omologazioni contemporaneamente e sono adatti a entrambi i tipi di motore, ad esempio la categoria ACEA A3/B4 unisce fin dall'origine i requisiti sia per i motori a benzina sia per quelli diesel.
È necessario cambiare l'omologazione dell'olio quando si passa a un altro marchio?
No, quando si cambia marchio è importante mantenere la stessa omologazione del costruttore, la viscosità e le categorie API e ACEA indicate dal produttore del veicolo, senza basarsi sul marchio dell'olio precedente.

Conclusione

Nella scelta dell'olio, fate riferimento prima all'omologazione del costruttore del veicolo, poi ai requisiti API o ACEA, e solo dopo alla viscosità SAE. Proprio questo ordine garantisce che l'olio non solo abbia il comportamento di scorrimento adeguato, ma protegga anche pienamente il motore, sia compatibile con i sistemi di post-trattamento dei gas di scarico e supporti l'intervallo di cambio richiesto.

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